Cecilia Panto, istruttrice di Taiji Quan (o Taichi Quan) anche presso Strada Facendo Indoor, ci racconta qualcosa in più di questa arte maziale cinese che, attraverso movimenti lenti e continui, dona flessibilità e forza interiore.

Come spiega Cecilia, diversamente dalle arti marziali “esteriori”, il Taiji Quan porta all’armonizzazione degli elementi interni del nostro sistema corpo-mente

 

Che cos’è il Taiji Quan o Taichi Quan?

[box type=”download”]Per iniziare, partiamo dalla pronuncia: si legge taici-ciuàn!

Questa antica disciplina cinese è una vera e propria arte e filosofia di vita. Ha un forte potenziale che è quello di donare benessere in chi la pratica.

Nata come arte marziale, a differenza delle arti marziali che danno maggior enfasi all’aspetto “esteriore”, allenando potenza muscolare, agilità acrobatica e velocità, il Taiji Quan rientra fra le arti marziali “interne”, che modellano il corpo attraverso l’allungamento, il rilassamento muscolare, lo scioglimento dell’articolazione. Questo lavoro “entra” in profondità armonizzando gli elementi cosiddetti “interni” (tendini, ossa, organi, coscienza).
Non dimentichiamo inoltre che il movimento lento e continuo del Taiji Quan stimola diversi punti di agopuntura legati all’antica medicina tradizionale cinese.

In ogni caso, la pratica costante del Taiji Quan permette uno sviluppo dell’energia interna (“Qi”) che, se ben canalizzata e guidata, rende molto forte anche un eventuale pugno sferrato a un avversario. Al di là dell’aspetto marziale, comunque, il Taiji Quan può essere praticato semplicemente per la salute di corpo e mente e per lo spirito, aiutandoci nella ricerca della consapevolezza di noi stessi e a vivere meglio in armonia con gli altri.[/box]

Quali sono i benefici e con che frequenza praticare?

[box type=”download”]In generale in occidente siamo abituati a curarci quando stiamo male e il dolore si fa sentire… Quando “l’acqua tocca la gola cominciamo a nuotare”. Credo che sarebbe più opportuno, prima di correre ai ripari all’ultimo minuto, invertire questo modo di pensare, come la tradizione orientale consiglia, e iniziare a prenderci cura di noi. Prevenire è meglio che curare!

In tal senso considero il Taiji come un’ottima “medicina preventiva”: più la si pratica e più si può godere dei suoi benefici, dato che aumentano le difese immunitarie, l’umore e l’autostima. Praticando, migliora l’equilibrio fisico e si ha maggior stabilità in generale, anche mentale. Si è più limpidi e sereni. Inoltre, anche gli organi interni ne traggono giovamento, compresa la circolazione e l’apparato linfatico.
Mentre si pratica si liberano endorfine e ci si sente “coccolati”. Aumentano le onde cerebrali tipiche del “pre-sonno”, per cui ci si rilassa.

L’ideale è la pratica giornaliera, ma anche praticare una o due volte a settimana porta benefici. Praticare un po’ è sicuramente meglio che non praticare affatto: corpo e mente ringrazieranno comunque! Del resto oggi sono ampiamente documentati gli studi scientifici che attestano i benefici di questa disciplina.[/box]

In che cosa consiste la pratica del Taiji?

[box type=”download”]Di norma, una lezione di Taiji è suddivisa in una parte iniziale che include esercizi mirati allo scioglimento corporeo (esercizi taoisti), a cui segue la vera e propria pratica di Taiji, dove in gruppo si eseguono le cosiddette forme a mani nude o con armi (conformemente agli anni di pratica).

Ognuno è simultaneamente in “se stesso” e con “gli altri”, in quanto i movimenti sono all’unisono e si è avvolti da un unico flusso energetico. Si praticano anche esercizi in coppia (tui-sou) finalizzati ad aumentare la sensibilità, l’ascolto reciproco del cambiamento dei movimenti altrui o la conoscenza del combattimento.[/box]

Abbigliamento consigliato per la pratica?

[box type=”download”]Per la pratica del Taiji Quan è consigliato un abbigliamento comodo, semplice, pantaloni e maglia che non stringano in vita. Si utilizzano delle scarpette leggere per contenere le caviglie. Ci si libera di bracciali, orologi e anelli.[/box]

Considerando che oggi sono numerose le strutture che propongono questa disciplina, ci vuoi parlare dell’importanza di una corretta didattica?

[box type=”download”] Gran Maestro Li Rong Mei e Fu Zhong WenVista la complessità della disciplina, l’insegnamento del Taiji Quan deve seguire una precisa didattica e non la moda del momento o insegnamenti “improvvisati”.

Come istruttrice mi avvalgo delle direttive della Yong Nian School del Gran Maestro Li Rong Mei, campionessa del mondo per sei volte di Wushu e Taiji, nominata dal suo Maestro Fu Zhong Wen (depositario della tradizione Taiji stile yang tramandata da generazioni) a diffondere il Taiji Quan stile yang in Europa.

Ho una grande passione e rispetto per il Taiji e cerco di trasmetterlo durante le mie lezioni. Pratico lo stile yang con pazienza e costanza dal 1998, dopo anni di karate shotokan amatoriale ed alcune esperienze di Taiji stile chen. Ho incontrato il Gran Maestro Li Rong Mei nel 2006 e da allora sono diventata sua allieva diretta, seguendo i suoi seminari in Italia e Svizzera. È sotto la sua guida che ho conseguito il diploma di istruttrice di Taiji, presso EWA (Accademia Europea Wushu) di Roma.

Attualmente sono cintura nera 1° Duan (Fivuk-Coni), e ho la qualifica di Allenatore CSI. Mi aggiorno di continuo seguendo regolarmente corsi e lezioni di approfondimento in quanto è un’arte che mi piace definire “per la vita”.[/box]

Per salutarci, hai qualche curiosità da raccontarci?

[box type=”download”]E’ curiosa questa traduzione di Taiji Quan: “fare a pugni in modo superiore, supremo” (da “quan” = pugno; taiji = supremo).

E ancora: “pugno con l’ombra”, dove simbolicamente l’ombra rappresenta il lato oscuro di noi stessi, ciò che ci piace meno di noi e che il Taiji ci insegna piano piano ad accettare per crescere ed evolvere.[/box]

 

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